Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 428 - il chiamare nazionale la lega di due Stati, il Piemonte e la Francia contro la maggioranza di otto popoli italiani. Un altro scrittore, accampatoa S. Marino, burlavasi alla volta sua di questa pretesa liberazione, e riassumendo il suo pensiero nel titolo stesso dell'opuscolo, lo chiamava il Zirnbelloo, vvero l'Italia schernita; cioè l'Italia fatta trastullo della Spagna e della Francia, poichè la prima la calpestava co' suoi vicerè, e pesava egualmente sul pontefice, sui principi e sui popoli sotto pretesto di proteggere la fede, le tradizioni, le autonomie, l'aristocrazia e tutto il sussiego indigeno; l'altra, feconda di parole dorate, fertile in ghiribizzimilitari, millantatrice di imprese liberali, comprometteva di fatto l'indipendenza ·d'ogni Stato, tracciava nuove carte geografichead ogni quarto di luna, e sbarbicava dalle radici le tradizioni, il diritto, e quel testardo rispetto de' proprj errori sul quale fondano i popoli I' edifizio della loro civiltàe Questa parola di Zimbello, questa data significante di S. l\'larino, queste idee apertamente espresse con quel fare grossolano che aggiungevalore nel pubblico alle volgari verità della politica incoraggiarono l'apparizione di un nuovo opuscolo, dove si mostravaessere oramai tempo che gli Italiani rinnovassero la santa lega per resistere ai signori francesi che turbavano la penisola, vi suscitavanocento divisioni sotto specie di unità, e volevano dettarle leggi prima di possederviun palmo di terreno. Due anni più tardi Paolo Torelli d'Urbino esclamava:« Italia mia, apri gli occhi, perchè collegan- ». doti colla Francia ti esponi all'ultima tua rovina. • Alla fine sotto la data del t 64-8 noi leggiamo una . grandissima asineria, intitolata: Considerazionpioliti- , '

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