Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 42G - risulta che Aln1anzorre di Granata erasi prevalso della rivalità stabilita tra la Castiglia e !'.Aragonaper incatenare la Spagna, ma quando più tardi i due regni s'unirono, non solamente la nazione spezzò le sue catene, non solamente scacciò i IVIoridal suo territorio, 1na fu abbastanza forte per mirare alla meta della monarchia universale. Qual conseguenza dedurne nel caso pratico? Evidentemente c~1ei principi italiani avrebbero dovuto sottomettersi a Carlo Em-- 1nanuele, come la Spagna a Carlo Quinto, e che arrebbero dovuto ajutarlo nella sua insurrezione contro la Spagna, per dargli agio a spodestarli più tardi. Singolare federazione! Stranissimo regno! Il pseudonilno Vicoperti cade bentosto al disotto del Bottero, ed invece della guerra aperta propone la guerra velata della perfidia, e dice un dovere per ogni principe italiano l' ingannare la Spagna ed al duca cli Savoja ( m'i servo delle sue parole) « spetta )) il 11a1neggiare a dritta ed a sinistra per il proprio >) bene e dell'Italia tutta. » Qui vien raccomandata la Federazione; n1a per quale ragione, o Signori? Perchè 1neglio inganna e permette alla terra di deludere la Spagna colle astuzie variate-di una n1oltitudine di capi, nel mentre che se vi fosse un solo re , una volta abbindolato dagli Spagnuoli, tutti gli Italiani lo sarebbero alla volta loro. « In tal caso, » dice Vicoperti, ingannato uno solo, tutti si trovereb- » bero ingannati, e basterebbe per far quasi tracollare · )& lo Stato un' impresa mal assunta, una lega mal )t intesa, una tardità di spedizione , un difetto di » pronto denaro fatto nascere ad arte nel bello d' im- )t portantissimi bisogni, un comando di capitano ge- » . nerale dato più al favorito che al valoroso, un -

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