Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 424 - darvi una prova di questa teorica avvedutezzadel Tassoni, bastarà il dirvi che egli non si limita a consigliare come il Macchiavelli una risoluta scelta tra i partiti più estremi, non si contenta di spingervi all'amore o al terrore, al vezzeggiare od allo spegnere, alla pace o alla guerra, alla prudente modestia o alle conquiste assicurate, egli non si tien pago di mostrarvile alternative,lasciandovipoi a voi stessi nel momento in cui urge la decisione a causa del dilemma; ma egli scioglieogni dubbio e vi porge una guida esaminando le circostanze tra le quali potete trovarvi. Vezzeggeretequindi i potenti come il Conte d'Egmont, al quale convenivaaccordareuna an1basciataevitandoogni lotta, spegnerete gli uomini senza base, senza seguito, e, simili a Natsete, che l'imperatore poteva toglieredi mezzosenfa provocare un' insurrezione. Con simil norma vi trae il Tassoni dagli altri dilemmi, e se non inaspettata giunge tal scienza, riesce a]menoinaspettatanei libri d'un satirico bizzarro a disegno. Vorrei parlarvi d'un Bernia, la cui bizzarria con• finava pure colla politica, ma troppo egli è insigni• ficante; vorrei dirvi una parola su Ferrante Pallavicini, ma il carnefice pontificiotroppo presto mieteva la sua vita a venticinque anni sul patibolo d'Avignone, ed i suoi scherzi rimanevano in una regione in• feriore a quella delle teorie. Nonmi resta quindi che di arrivare al risultato generale. Infatti, ogni idea deve portare il suo frutto, ed il demone della politica non permettead alcuna letteratura di sorgere senza attenderla al varco ed offrirle le tentazionidell'alberodella vita,promettendole la falsa immortalità di un governo. Lo spensierato

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