Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

• il principe dei Peripateticisi riposava tranquillamente nel suo castello senza tema di alcuna sorpresa, vedesi subitamenteassalito ed assediato da tutti i principi, i quali volevano pigliarsi vendetta della sua definizionedel tiranno, dicendo trovarvisi essi quasi tutti inclusi, o come usurpatori del potere o come uomini che ne abusano. Sua ~laestà Apolline non manca di soccorrere il maestro d'Alessandro e gli invia in compagnialeggiera capitanata dal Berni e dall'Ariosto in considerazionede' servigi da lui resi alla monarchia universale. Ma il coraggio non era la principale virtù dello Stagirita e ad onta di tanta protezione, alla mattina, pallido pallido,• si affretta a ritirare la sua definizione,dichiarando esser il tiranno un mostro antico, di cui i moderni han perduta la specie. Tacilo, principe dei politicidell'impero, è trastullo di Boccalini,e lo mostra ora ·ignorante,ora vile, ora saccente,e quando gli vien dato il governodì Lesbo,. commettesì grandi errori, che Plinio il giovine deve dirgli: - Vedi, caro mio, quanta differenzadalla teoria alla pratica. -=--Seneca,maestrodi Nerone,non è meno maltrattato; altri scrittori, altri politici, consiglieri di principi, raccoglitori di aforismie apoftegmi :subiscono alla lor volta il suppliziodel ridico]o inflitto alla monarchia spagnuola da essi adorata. Ma io devo fermarmi, o Signori, perchè tutta la forza del Boccalinista nella frase, nel periodo, nel piglio ironico, nella parola argutamente epigrammatica,e se io vi parlassi dei fondacipolitici aperti in Parnaso, dei compassi per le annessioni, degli occhiali per gli ambiziosi, degli impiastri per i feriti, degli eccitanti, dei calmanti da applicarsiai moti, alle leghe, '

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