Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- qJ,6 - di preti in fuga, di crociatefallite e di santi posticci, e se da sola l'Italia non poteva distruggere questo controsensogenerale,e se anzi potevatrovarviqualche vantaggio, il disprezzo di Boccalini.per il dominio spagnuolo non era che più vasto , più generale , e non oramai fondato .sulle forze di una nazione, ma su quella dell'umanità.. Egli si fece adunque il gazzettiere universale del progresso.Maricordatevi,o Signori, che se nel nostro secolo in cui tante cose si corro1npono, anche il 1nestiere di giornalista è forse decaduto (quando si eccettuano Armand Carrel e parecchi altri); al principiare del secolo XVIf, chi prendeva la penna per assalire coli' impeto del ridicolo gli alti perso-- naggi dell' oscurantisrno arrischiava ad ogni ora la libertà e la vita. Voi eravate in balia <1_uidel Santo Uffizio,là delle Bastiglie,nei migliori degli Stati del Consigliosuperiore, ed arbitrarie decisioni disponevano di tutto, e l'assassino era patentato, rispettato, onoratodai Governi.Sì, o Signori, l'assassino sorgeva colla certezza di percorrere una carriera, e di finire felicementela sua vita negli impieghi;quindi si dedicava all'omicidio -con studio e con amore, guatava la sua vittimada lontano, impiegava lunghi anni per avvicinarsele, poi se le avventava contro come il boa. Altre volte con più infame studio s'insinuava nell' intimità dell' insidiato, poi d'un tratto con un · consiglio falso gli faceva varcare un confine, dove trovava, come Ferrante Pallavicino, un patibolo, o come Giannone una prigione eterna. In questa società Boccalini sfida solo tutti i pregiudizj; nato a Loreto nel centro dell'oscurantismo,guarda le venete lagune, vi cerca un rifugio e scrive il suogiornale.

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