Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 4:0 - i governati cercano il loro mutuo accordo, che essa for1na l'oggetto del lavoro di ogni politico, di ogni rivoluzionario: or bene, fra le inani di S. Tomaso ]a giustizia diventa il Vangelo; non è. più un'astrazione, non una dottrina filosofica, ma un principio vivente, organico, sovranaturale, organizzalo nella società della Chiesa che abbraccia tutte le società civili, e quindi il santo vuole che il re sia immagine di Dio, che santamente animi lo Stato, come lo spirito divino anima i cieli, che ubbedisca alla tradizione divina, con1ei sudditi sono obbligati ad ubbedire a'suoì ordini, e che da ultimo ascolti ]a voce dei legittimi rappresentanti della tradizione cioè dei i.ninistri del ·vangelo, dei sacerdoti della Chiesa. , Fin qui S. Tomaso, e voi vedete che siamo sul li1nitare di una monarchia più vasta che _quella del regno ·e già interan1ente disegnata dalla religione del medio evo, dalla scolastica dei dottori e dalla stessa Sionnia contra Gentes, la quale è uno immenso sforzo, perchè l'universo intiero ubbidisca al Pontefice. Un-discepolo di S. Tomaso, Tolomeo da J--'ucca, svolge chiaran1entequesto concettosottinteso, e completa così la politica del suo 1naestro aggiungendo due nuovi libri al trattato De regirnineprincipurn che ne resta per tal guisa letterariamente falsato 1na politican1entecompito. Nel passare dalle sue pagine del maestro a quelle d·el discepolo sembra che svanito lo stento e ]a difficoltà della deduzione prorompa lo spirito in un · inno d'entusiasmo e si precipiti dai principj alle con- - seguenze coi trasporti della lirica. P'rimas'intendeva la voce d'un filosofo, ascoltate adesso il canto di un sacerdote chian1ato a proclamare la monarchia del-

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