- ~tt - Napoli,l\ifilano?"Non vede il Macchiave11ci,onchiude )> lo scrittore napoletano, che se Dio non facesseun >) miracolo,questa unione d'Italia non potrebbe sue:. )) cedere senza la rovina d'Italia? E dovremo noi n vedere ogni cosa piena di confusione e di sangue, ))perchè abbiano a godere i nostri nipoti sotto un » principe, Dio sa quale, la mal costante e peggio ~ impiastrata di· prima, unione nazionale? >> Parlando delle speranze d' Italia egli conta su di una riscossa nazionale, desidera armi ed ·armati, nè Io disanima la viltà generale, perchè crede quanto ~iacchiavelli all'onnipotenza dell'individuo. Vedete, egli dice, quanto·ha fatto Cola da Rienzi ! Quanto ha potuto ·CristoforoColombo!Lutero, un fraticello del]a Sassonia, ha sconvolta l'Europa del Nord. Gli Sforzahanno ristaurate le nostre armate; e conviene adunque ferrnamente sperare che possa a' tempi nostri sorgere un uomo, il quale rimetta in piedi gli scompigliatiordini dell'antica milizia. Voi vedete, o Signori, che lo scrittore napoletano è ragionevolissimo,e se io vi citassi le altrj sue opinioni sulle corti, sui cortigiani, sulla segretezza, sulle nuove religioni, sulla fede, sull~ostracismo., sull'onestà dei principi, sulla natura del volgo,voi lo trovereste sempre eguale a sè stesso; ma insomma egli non è altro che ragionevole, e sorge alla fine il naturalissimo problema: per qual causa sia egli mediocre, nel mentre che brandisce I' arme della federazione,l' istromento della libertà? Egli è mediocre, o Signori,perchè Ja prima condizionedel combattimentopolitico è di essere schietto, aperto,pigliandol'avversariodi frpnte, senza ambagi, senza oscillazioni.Vi ho già detto che quando il
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