- 410 - Carlo 1Iagno nol fece se non con1e interprete delle rivoluzioni di Napoli, delle Puglic, della Calabria, della Venezia e degli stessi Ducati di Spoleti e di Benevento contro i re di Pavia. Le divisioni posteriori non furono opera sua, i Nor1nanni giunsero a lui inaspettati, gli Aragonesimalgrado suo, e quando dopo tentarono alcuni principi italiani di ridurre l'Italia sotto un'unica do1ninazione, chi resisteva loro? a Ladislao di Napoli opponevansi i FirentinL a Mastino della Scala i Visconti di ì\Iilano, ai 'l encziani tutti gli Stati della Penisola, ed accuserete voi il Papa,. so prima dei Ron1ani l'Italia era divisa e feùerale? Potera qui ingannarsi 1'1\n1n1irato, e se alla lct- ·tera il 1VIacchiave11i che aveva considerato il pontefice come un principe unitario ed assoluto rin1aneva sconfitto, altri considerandolo come il pri,no federato e il presidente naturale degli Stati italiani lo avrebbe sen1premostrato con1plice di ogni federazione contro tutti i principi unitarj dai .Longobardi fino ai Veneziani del 1480. ì\:Ia trionfa perentoriamente ]o scriltore napoletano quando disdegnando i luoghi comuni dell'uniti geografica dimostra le tanto malecleUc divisioni doversi attribuire alla virtù stessa degli Italiani che non ha mai permesso ad alcun potere interno od esterno di soverchiarli tutti. E sarebbe poi felice l'Italia sotto un solo principe 1 Dove starà la sua corte? a Roma dove risiedevano i cesari? o a Ravenna la sede degli esarchi? o a Pavia la capitale dei re? Chi porterebbe subitamente in un sol punto le popolazioni e le ricchezze? Come gli attuali Centri si lascerebbero spodestare senza resistenza? E che diventerebbero poi Venezia, Genova,
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