Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 408 - Leon X. E la splendida ltaUa di LeonX anch'essa non invidiava punto i satanici splendori dei condottieri che mettevano in forse ogni Stato, ogni borgo, ogni città. E quest'epoca dei condottieri alla volta sua non superava forse l'ora del grand' interregno, delle stragi avvicendate, degli innumerevoli esigli ? e se vi dà il cuore di risalire più lungi, voi non vi avviate al certo verso l'età dell'oro, ma cadete di abisso in abisso e si apre dinanzi a voi prima l'anarchia delle guerre 1nunicipali,poi più sotto la tirannia del regno longobardo, poi l'Italia spaventata dai cesari, e non vi fern1ate che camn1inandonel sangue coi H.on1ani. Un' ultima idea confern1a il sistema di Bozio e ribadisce Ja sua confutazione di Macchiavelli perchè sostiene la superiorità delle virtù cristiane sulle pagane sotto l'aspetto militare. E in che ci sono i . H.o.1nanisuperiori, chiede egli 1 e non immolavansi a 111igliaja i crociati coll' eroisn10delle legioni? e non balzavano gli uni quasi nudi, gli altri vestiti di ferro sotto il sole dell'Asia sfidando il più potenten1ente in1petuosofra gli imperi? Qual sacrifizio di sangue rifiutavano -adunque i paladini all'onore, gli Spagnuoli alla patria, i Francesi al Dio della guerra? E non erano quindi stolidamente inutili le teatrali carneficine degli antichi sacerdoti che trasformavano il tempio in un macello di buoi? Il disprezzo del mondo e l'immortalità dell'anima, non sono forse più potenti del fetore del sangue e della densa atn1osfera di profumi e di lascivie che inebriava gli adoratori degli idoli? E non trovate nel cielo cristiano guerrieri, re, imperatori, conquistatori capaci di ricevere il guanto della sfida da Nerone e da Diocleziano, dai Sanniti e dai Sabini?

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==