Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

\. - i03 - di ricominciare il suo corso per. rifare il medio evo,, includendovi l' Europa del Nord, la lontana America. e le altre region i della terra, che troviamo noi? il Pontefice in guerra colla Spagc;ia,i gesuiti insorti al seguito del loro generale Acquaviva, e un principio, un'idea di progresso, un bagliore di umanità procedente dalla stessa scossa della Sainte-Barthelemy, non piì1 intesa a reprimere, a moltiplicare le cieche repressioni, ma a cercare alleanze, ondeggiamenti, rimbalzi, equilibrj, fra i quali il. Pontefice emerga capo d'una grande federazione. Allora Bellarmino.,Possevino ed altri si fanno a. richiamare l'antico patto di Carlo ì\'Iagnocolla Chiesa, allora ristabiliscono ·essi i diritti del Demiurgo e la Storia del Dirittopubblico italiano sì profondamente disconosciutodagli scrittori del Risorgimento; allora. dimostrano essi che il Papa è capo e non suddito,. che da lui riceve l'Imperatore la sua corona, che· vassallo e non padrone è il re di Spagna, che regina e non schiava delle nazioni è l'Italia; e se adulterano essi queste nozioni, interpollandovi leg-· gende, miracoli, fatti dubbj ed apocrifi, se stolidi sono, per dirlo in una parola i loro libri, non si ristannoperò dal dare una spinta che divinizza la tradizione· pontificia. Ne nasce che altri scrittori sopraggiungono a· rivedere le teorie potitiche e le stesse idee di Macchia-- velli con critica più mite, o almeno con più pro•· ficue confutazioni. Noi non citeremo che Teodoro Bozio di Agobbio, perchè i suoi scritti sullo Stato nuovo ed antico, dell'Italia,sull'ascendente dellavirtù, sulle ruine degli Imperj, rientrano esattamente nel quadro degli.

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