Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 395 - 'Tanto farebbe il seguire Brancalacci prete lucchese, il quale insegna che i popoli, ignoraredebentquod in regno f aciendum,quidve agendum; tanto farebbe lo studiare Fabio Albergati gentiluomo bolognese, che nega ogni superiorità politica ad Aristotile, a Zenofonte ed ai Pagani, non potendo oramai, dice egli, chi non è cattolico, nè regnare, nè governare, nè conoscere gli Stati. Non nomineremo dunque ·nè il veneto Matteacciche raccogliele favole antiche e moderne per dimostrare che gli Dei assistono con particolar cura i regnanti; non nomineremo Bonino consultore e a-ssessoredel Santo Uffiziodi Bologna, che nel suo idiotismo cita alla rinfusa Macchiavelli e Calvino; solo finirò questa eccedenteenumerazione col ~Iirandola che non potrei preterrnettere essendo il suo libro nell'argomento,quando spiega la Ragion di Stato di Ponzio Pilato governatore della Giudea che fece flagellaree crocifiggereGesùCristo,e quando mostra che anche jl Signor Iddio, secondo lui, si regola con una propria Ragiondi.Stato. Non ha egli forse preordinato il peccato di Adamo? non ha egli condannato il genere umano per l peccato di un uomo? non ha egli forse sacrificato lo stesso suo ·figlio? Anche il cielo ha le sue bastiglie. Riassumiamoci adunque: sconosciuto mentre era vivente, nacqueper così dire moralmente il l\facchia- -velli dopo la sua mortet svelando quella terribile .scherma, nella quale voleva congiunte le due spade, i due poteri, in modo che uno fosse lo Stato nella .religione,nel governo,nell'esercito, nelle rivoluzioni, nelle repressioni. Lentamente s'impadronì la Spagna -di questa unità ed ordinò una terribile monarchia, .nella quale una semrava diffatti la religione; uno

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