Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 392 - prc perseguitato i novatori, di adottare la sapienza di Tiberio che deportava gli Ebrei, e quella di Nerone che abbruciava i cristiani, e per tal guisa lanotte della Sainte-Barthelemy trovasi illustrata in 1nodo enciclopedicoNè gli parlate di libertà di coscienza; secondo lui, essa manda in rovina non solo i principi legittilni 111a eziandio (vedete la disgrazia!) gli slessi tiranni seminando la discordia. Le 111ed0si.1ne id e si leggono esagerate da un altro n1i~anese, ''aleriano Castiglione, monaco Cassinese, che scriYe il suo Statistaregnante, dedicato a ,rittorio An1ecleofigliodel duca di Savoja. « lliverìsco i principi, » clicequesto frate, come immagini di Dio in terra, » ed usa il titolo di Statista regnante per opporlo ai reruhblicantj, cioè ai riformati de1la Svizzerapoco accetti al suo n1ecenate.Egli aggiunge all'igienemonarchica del Settala suo concittadino, la {)recauzione ·di 1net1eresulla tavola l'unicorno che trasuda all'avvicinarsi dei veleni. « Sia il principe, dice egli, tutto >) occhi, tutto orecchi, e Il sua Gorte cieca e sorda, » apra solo cento bocche per lodare la secretezza >) colla quale governagli Stati. » Pieno di giustizia , di religione, di morale ed illibatissimo, questo frate per1nette il delitto e la frode ne' soli casi estremi in cui siano indispensabili con1ea Carlo III di Savoja, cl1e violava i patti da lui stabiliti coi Ginevrini. l\1aestroin questa specie d'illibatezza è Gabriele li;1ano signore di Bellai, il quale un1ilial'opera sua ~!r hnperatore Ferdinando II e non cessa di rappre- ..;e11tare il l\Iacchiavellicon1eun n1ostrouscito dall'inferno. Al contrario egli predica la più pura morale e pretende i suoi precetti dettati da1la più de1 icat.acasuistica, ed è forse lo scrittore che con n1ag-

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