- 390 - gnità, 3.0 e perchè non si ritrova .altra scienza che tenga in freno gli impetidegli eretici.Egli parla del cittadino, delle leggi, consiglia di viaggiare per vedere le elezioni dei papi, le incoronazioni dei principi, le grandi cerimonie; si estende a dare l' elenco proverbiale dei caratteri dei diversi abitanti della penisola, dei diversi loro modi di vivere, di divertirsi, di far l'amore; sottomette il matrimonioa numerose regole tolte da Colonna, da S. Tomaso, e, se occorre, dall' Ariosto, e tratta del cortigiano,del consigliere,dell'ambasciatore,dellapace, della guerra, delle cospirazioni, delle repressioni che tanto gli stanno a cuore, del Pontefice, a cui riconosce diritti illimitati e dei governi dando la preferenza all'ari• stocrazia, perchè repubblicanodi nascita e conservatore di tendenza. Il luogocomuneprime~giabonariamente in ogni sua pagina; citazionidi numerosi scrittori sconosciuti gli aprono l' adito ad interminabili discussioni, nelle quali si compiacedi produrre infiniti argomenti per e controogni tesi, e le enumerazioni vastissimee rettoriche che piglia quasi sempre da seconda mano lo rendono tale che, quantunque vario di erudizione e non affattodestituito di quella frazionedi buon senso che si raggiunge colla forza di un'infaticabile diligenza non solo attedia mortalmente ogni più risoluto lettore, ma, a suo confronto, . pajono gli scrittori precedenti uomini di genio. Se la Scolastica sorgeva con un labirinto di distinzioni, nel grosso volumè di Canonieri essa forma l'anima di Bonaventura,che dedica il suo libro al duca d'Urbino, e che non si stanca di separare la Ragion di Stato e dalla politicae dall'arte di fondare gli Stati e dalla prudenza personale e dalle leggi
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