Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

• • - 387 - io devo nominarvi onde mostrare fino a qual punto la vitalità ed il pensiero dell'Italia s' immedesimassero colla reazione c~smopolita del Papato e della Spagna. Primo tra i discepoli di Bottero, il cavaliere Ciro Spontoni da Verona, tratta ne' suoi dodici libri Della conservativa, come egli dice , e della difensiva degli Stati, dichiarandosi contro Macchiavelli, secondo le sue espressioni, « sovvertitore del Papato primo fon- • damento di tutti gli Stati. » Ma quali massime insegna egli al pio .lettore? uditele: gli insegna « che » deve esser volpe il principe » - « che deve fi~- » gere spruzzando· la sua dissimulazione colla ru- » giada della malizia ,, - « anche tirannico, anche » iniquo, merita egli pur sempre obbedienza » - « devono perire i ribelli come i villani della Cilicia, » esterminati da Antioco, e deve estendersi la pena » loro ai figli, avendo essi offeso, non solo il prin- >> cipe, ma l' anima dello Stato e Dio stesso. >> - « Tengano essi per fermo, prosegue egli, che non » saranno sicuri in alcun luogo >> - « e sia uno » solo il colpo-che li atterra » - « onde non fu~ » nestare i popoli con lunghi supplizj » - << nè » si tralasci maniera alcuna di crudeltà contro i » congiurati. » - « Similia Gioabbenon trovino questi » asilo neppure nei tempj - e se occorresiano morti » nel loro letto comeil duca rivelatore del gran segreto » della Sainte-Barthelemy. » Nellasua frenesia che gli fa esaltare i potenti della terra annunzia il Cavaliere Veronese i suoi precetti essere « per i 'grandiprincipi » odiati a causa di grandi qualità e non per i si- » gnori che hanno due palmi di terreno e credono » di diveniregiganti sconvolgendogli scarsi loro sud- , •

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