- 38t - sto è il caso di ripetere ·il proverbio,.spagnuoloche hannovi_sette Jeghe. di buon cammino in ogni via; e d'altronde :convien pure riconoscere l'esistenza di una ragione degli Stati superiore• ai tribuni ed ai fondatori' che ad ogni epoca formioolano,in ogni Stato; essi' possono momentaneamenteviolarla , n1a essa trionfa pur ·sempre, e pur troppo Americo•Vespucci dà il· non1eal continente scoperto da Cristo-- foro Colombo. . ·L'ultima, utopia che en1ergequasi da per sè stessa dagli scritti del segretario di S. Carlo riuscirebbe ad' una lega universale dei popoli cristiani sotto la presidenza dell~ Spagna contro la potenza mussulmana. Non eh' egli si lusinghi di vederla attuata da uno spontaneo accordodei principi e di combina.rean1ichevolmentegl'interessi oppostidegliStati che stannosotto il fuocodei Turchi e di quelli che ne sono lontani. Troppo egli conosce la natura umana , troppo: egli sa e dice quanto ogni principe debba starsi rannicchiato nel proprio egoismo, e nessuno n1eglio di lui conosce la difficoltà di nuove crociate. Ma spera che l'invasione 1ninacciosaagli Ungheresi ecl ai Veneziani decida i principi italiani a stringersi verso la politica di l\iadride ad incoare il moto che ricostruirebb&la cristianità monarchica1nentecontro la doppia libbrtà dei Turchi e dei protestanti. In somma egli giunge all'utopia della conquista in Oriente perchè il suo spirito indefesso lo spinge a tracciare la restaurazione coll'ampiezza e colla latitudine richiesta dalle memorie della Chiesa e del1' Impero. PoichèCarlo Quiritoripristinava sott'altra forma l' Europa di Carlo Magno, e poichè il suo patto con ClementeVII rinnovava quello dell' in1pc-
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