• - 380 - Veneziaal livello dell'antica Roma, e la descriveva con colori sì vivi ed animati, che ancor oggi la sua apologia si fa leggere con piaceré. La corruzione non gli viene dal cuore ma dalla situazione di cui si rende interprete, che non può dissimulare, che nòn può sacrificare nè al genio di alcun passato scrittore, nè ali' impeto di alcuna scuola contemporanea, ed egli cede al fato della Sainte-Barthelemy, dove congiunto ad una gran reazione, incomincia un moto d' onde la monarchia viene intieramente rinnovata, per cui il Papato, la Spagna, il Ducato di Savojae l'Italia devono trasformarsi sotto pena di morte. Quindi se vogliamodistinguere nel Bottero il principio dalla forrna, seguendo il metododa noi applicato a Dante, a Petrarca ed allo stesso Macchiavelli . troveremo. che l' incontestabile importanza de' suoi libri e il secretoper cui si attirano attenzione dipende dal sentimentodi interessi moderni non meno sacro che non lo fosse la libertà degli antichi scrittori. Egli parla di commercio,d' indu?tria, di bilanci, dice le ricchezzeprodotte dalla mano dell' uomo superiori ai valori che neghittosamentetrae-la Spagna dal Potosi, considera l'industria delJa lana, della seta, propone di far passare il Teverone dalla campagna di Roma, o·nde animarla, in una parola, fa sentire ~nmodo amministrativoe provinciale,che avvi moltoda fare, che vi sono leggi crudeli da abolire, abusi antiquatida sopprimere,e rimanendo nell'orbita della reazione,obbliga anche la rivoluzione ad ascoltarlo. Chi difatti può sottrarsi a quell' eloquenza governativa che parte dai fatti, si svolge colla logica del bi-- sogno e persuade cogli argomentidella fatalità? Que-
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