Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 378 - che rendevano vana la stessa fratellanza della vita. comune. , Conosciuta la religione di Giovanni Bottero voi ne conoscetela politica, e già voi indovinate come egli difenda i governi intervertendodi nuovo le dot-- trine del politico firentino a profitto del principe· conservatoredello stato suo. Ritenetepure, o Signori,. che una volta disconosciuta la divisione dei due-. poteri, una volta respinta, voi troverete il governo simile al giudicenel tempostesso legislatoreed ese- . cutore delle sue sentenze, simileai tribunali militari dello stato d'assedio, ed intenderete massime immo-- rali in cui l'azione speditiva fa tacere ogni giustizia. Quali sono adunque le massime del secretario di S. Carlo Borromeo?Quelle pur sempre d'un capo1 senza coscienza,d'un mussulmanoin guerra coi nemici della fede, di Romoloche fonda lo Stato, e non dubita di ripetere a proposito di Luigi XI di Francia che « chi non sa fingerenon sa regnare, benchè sia male il dirlo, » a propositodi Catterinade'Medici, che il gran regno di Francia non si può governare comeAlifee Torbia, cioè coll'innocenza dei villaggi, ed egli scrive colla profondapersuasioneche il prin-- cipe deve esser armato, diffidente,vigilante, apparentemente giusto, ma nel fondo implacabilecoi nemici 8110i. Temendo le moltitudini, egli parla pur sempre di -assicurarsened, i mandarle lontane comefacevano gli Spartani dei Partenj, o di mandarle alla guerra all'imitazione dei Veneziani, che spedivano i loro sgherri a Cipro, o di cacciarle affatto come faceva Ferdinando re di Spagna coi zingari. Anche dei grandi diffidaegli e pondera.la condottadel principe relativamenteai principi del sangue, ai feudatarj

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