Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

• - 376 - n l' incredibile riverenza che egli portava ai reli- » giosi mise in son1mocredito la fede e la religione » cristiana in quei paesi. ,, Cioèpiantava la croce tra i cadaveri. ì\ 1 la non rifuggeforse la Chlesa dai mezzi violenti? Non rinunzia forse il Vangeloalla propaganda delle armi? Nondichiara forse di resistere coll'unica forza della persuasioneall'onda dei capricci,delle passioni e delle idee vere o false? A malincuorequi si spiega il Bottero, e comincia dal dire che colla dolcezza devono essere convertiti gli eretici, che· la predicazione sarà sen1pre l' arme della Chiesa,che la carità verso i sudditi traviati formerà l'unico 1nezzodelle sue conquiste: ma spinto da caso in caso a confessare che alla fin fine pur giunge l'istante in cui l ~ eretico resiste al consiglio dei vescovi, alla luce della Chiesa, all'indulgenza del principe; allora cavandosi d'un tratto la maschera dice d'imitare Terenzio Varrone ed Ostillio che domavano i Toscani, (J. coll'avvilirli d'animo, coli' indebolirli di forze, col » torre loro 1nododi unirsi insien1e; perchè i solle- , » van1enti nascono o da generosità di cuore o da » grandezzadi forza o da moltitudineunita insieme.,, Qui il ghiaccio è rotto, la breccia aperta, e una volta stabilito che il fine giustifica i mezzi, che tutto lice al sacerdozio,che la sua salvezza è legge superiore . ad ogni altra, che quindi sarebbe fallo, debolezza, o colpa, l'intenerirsi o l'arretrarsi o l'esitare; Bottero riproduce tutti i mezzi del segretario di Firenze, ne copia le crudeltàbene usate, la malizia satanica, la rapida ferocia e aggiunge sviluppi pratici, particolarità di polizia, un'esperienza inquisitoria e un' erudizione cattolica che il suo antagonista non sospettava neppure.

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