- -, arnore nè terrore; e finisce per assentarsi alla volta sua: nessun dubbio che ogni città sia libera, che la nazione sia indipendente: nascono le arti, sorgono i pittori, gli scultori, gli architetti; la civiltà comincia, le cronache cessano di essere aride annotazioni, si vive, si respira; ma d'un tratto una rivoluzione ol-· trepassa l'infantile trovato del giudice militare, i guelfi ·e i ghibellini succedono ai cittadini ed ai concittadini, la guerra civile infierisce; entriamo nel-· l'era delle morti, delle stragi, dei grandi esigli, delle città demolite, e i nuovi capi si chiamano tiranni e· sono ditattori guelfi o ghibellini. E mentre la tirannia regna alternata a Milano coi Torriani o coi Visconti, a Verona coi Romano, o cogli Scala, a Napoli con Manfredi o con Carlo, in Sicilia cogli Angioini o coi Normanni, mentre tutte le repubbliche onbediscono agli uomini più scellerati che avesse conosciuti la penisola, il primo autore che succede all' anonimo dell' OculusPastoralis, S. Tomaso, che apre la s~rie degli uomini di genio, si consacra interamenteal culto della forma monarchica quasi non sospetti la libertà che lo compenetra. . S. Tomaso d'Aquino ! Al certo non si può immaginare uomo più elevato, più indipendente dalle vicissitudini esterne dei governi,più estraneo alle pas-· sioni delle rivoluzioni a · quelle delle repressioni. Nato gran signore su di una terra che offrivascettri ai meno distinti cittadini, egli volle vivere oscuro, monaco, l'obbedienza sola al pontefice traevalo da Napoli, a Roma, a Perugia, a Parigi, e sempre cittadino del mondo in mezzo a tante nazioni, ad altro. non mai intese se non a comb~ttere per la gran repubblica di Cristo. Non una sillaba troverete nei
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