Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

-- 368 - uomo paziente, flemmatico, eminentemente an1mini-- strativo, tutta emanava dalla burocrazia la sua sapienza, continuo istrumento era egli ~egli affari correnti, e la sua individualità costantemente coperta dalla persona n1oraledella Chiesa era per così dire come se non fosse. Dove lo troviamonoi nella prima sua giovinezza? In un convento di Gesuiti, nel quale egli è novizio, e se lascia poi questa compagnia si è col pieno di lei beneplacitoe per diventare secrelario di s. Carlo Borron1eoche segue fino alla sua morte accaduta nel 1584. Poi ~erve il' suo duca Carlo Emmanuele in una missionedi Parigi; viaggiaquindi lungamente qual esploratore della Chiesa, e nominato finalmente institutore dei principi della casa di Savpja, occupato in altre più alte missioni, chiude felicementela sua carriera colla nomina di abbate di S. lVIichele di Chiusa. Tanto era egli dedito alla Chiesa ed alla corte che non erasi nemmeno consacrato alla letteratura nè agli studj profani, e le sue prime opere sono sul disprezzodel mondo, sull'arte di predicare, sulle virtù cli alcuni cardinali; si compongono di prediche, di scritti edificanti, di poesie sacre, e le stesse sue relazioni sì celebrate, lo stesso suo libro sul. cardinale, sono lavori destinati ad informare la Chiesa, i principi ed i prelati sui progressi dell'eresia, sui modi di convertirei luterani, i calvinisti, i Turchi, gli idolatri, sui punti vulnerabili dei nemici di Cristo, sulle armi che rimangono al ponteficeper introdursi o apertamente o celatamente o colla predicazione o coli' insinuazione, o, se occorre, colla cospirazione nelle regioni sottratte od estranee al dominio della fede. Se non che il suo .buon senso, la sua diligenza

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