- 363 - immolavanoin una sola notte settantamila vittime, sarà sempre una crudeltà inescusabile, un'infamia indelebile in faccia ali' intera umanità. Altri al contrario sostengono che in quella terribile notte perivano i nemici del re e della patria; che gli Ugonotti erano tutti federati cogli Inglesi e coi Tedeschi, che sfasciavanola Francia, ne dissolvevanole forze, e che se essi avessero trionfato, vinta sarebbe stata Parigi dalle provincie, e vinta ogni provincia dalle nazioni finitime. E difatti se una nazione è talmente costituita che non può progrediresenza ubbidire al suo re, non può vivere unita, senza una capitale che la domini, non può svolgerela propria democraziasenza schiantare la distinzione delle provincie, confondendo·in un unico fascio i suoinumerosiabitanti; se la de1nocrazia cattolica,regia, militareè la condizioneprima de' suoi moti fulminei contro lo straniero e dell'eroismo interno col quale strappa ogni cittadino alla propria individualità per dedicarlo alla divinità del pubblico bene; se, in una parola, l' esterminiodella Sainte-Barthelemy, sanzionato dalla civiltà nazionale, è stato applauditoin quel momento, in quell' epocada tutti i popolicattolici, i quali festeggiandol'eccidio dell'aristocrazi~francese minacciavano nello stesso tempo le loro propriearistocrazie,e favorivanorisolutamente il plebejanismodelle monarchie moderne, convien affermare,esservi dei giorni nefasti nella storia dei popoli, degli istanti atrocissimi in cui il delittodeve regnare, la virtù tacere, e i governi sorgere muti per sempre per la necessità di non palesare il se-• creto dell' origineloro. Tale fula notte della Sa:inte-Barthelemy, nella quale \
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