- 3n8 - scuola monarchica e petrarchesca, nessuno di essi offre il vero carattere del genio e della rivoluzione. Furio Celiol consiglia il suo re e non lo combatte. La politicadi Boétiesi ferma in uno sterile e dissimulato disprezzoper la monarchia francese. E TomasoMoro,troppo libero nella libera Inghilterra, non le fa subire quella interversione che costituendo un partito politico avrebbe poi creato un sistema opposto al sistema inglese come la monarchia di Dante o l'unità di Macchia~ellisi opponevano al sistema italiano. l\ia se voi, o signori, vorreste prendere da ciò argomentodi gloria, e vantarvi di essere quasi di una razza privilegiata mostrandoun sì illustre passato nella scienza, io vi ricorderò che siete uomini, e che i nostri maggiori sorpassavano tutti gli stranieri nel tracciare le condizioni della vera repubblica, della perfetta monarchia, del modo di ben guerreggiare o di stabilire paci fortunate, solo perchè il Papato e l' Impero diseredandoli d' ogni altro ordinamento politico si agitavano e vaneggiavano per conquistare quanto loro sfuggiva, e trovavansi così intellettualmente superiori ai popoli, che ~ godevano inconscj, taciturni e stupidi dei beni da essi inutilmentedesiderati.Mache dico io? non avete visto Boètiedetestare in Francia quell' unità sì ardentementedesiderata dai nostri sommi e in Inghilterra Tomaso Morovilipendere le virtù delle armi nell' anno istesso in cuì Macchiavelliscrivevaperchè l' Italia possedesseun esercitonazionale? Se fossero stati politicamentefelici i nostri maggiorinon avrebbero inventata nè trasmessa alcuna politica.
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