,. - 357 - stanti fanno dì queste poche pagine sì spessocitate e sì pococomprese,la più originaleespressione della libertà ingleseconcettain odiodell' intera Inghilterra. Dei Tedeschi, o signori, poco vi posso parlare, ·troppo sono essi intesi al gran lavoro delJa riforma, per toglierea Diole redini del mondo; senza poesia, senza filosofia, il loro pensiero non cerca ancora nei cieli del medio evo il segreto delle umane società. I libri di Biesius, Lotichius, 0mphalius ed altri, sono trattati scolastici,lavori da mestiere,composizionivolgari, ~ nella stessa loro volgarità, opere piuttostogiuridichechepoliticheed assai inferiori agli scritti di Erasmo,·Agrippaed Hutten sul cortigiano; i quali per altro non sono anch'essi che scherzi di penna. 0richof e Volano che scrivono grossolanamente sul loro regno di Polonia completano la rivista dei politici esteri di questo periodo senza a.g- • giungervi alcun concetto rimarchevole. Riassumiamoci adunque: prima ,del 1500, finchè la politica italiana rimane innocente coi guelfi di S. Tomasoe coi gh~bellinidi Dante o coi signori del Petrarca, non trova alcun eco tra le altre na- " zioni; quandopoi perduta l' innocenza, toccaall' albero della scienza ed è resa sfolgorantedal genio ora unitario di Macchiavelli,ora solitario e repub- . blicano di Guicciardinie de' suoi contemporaneinon trova alcuna tradizione altrove che se le possa paragonare. Che anzi se io ho potuto citarvi il Consigliere di Ceriol o il Contr'un di Boetie,o l' Utopia di TomasoMoro: se questi scritti di genere inno- _cent~sorpassanoe qualchevolta inspirano gli scritti analoghi di quegli autori italiani che come Roseo Mambrinoe Pigna rapp1~esentanola decadenzadella
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