Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

' - ;J53 ~ voro della loro riforma, non ci offrono che un sol opuscolodi poche pagine,)' Utopia di TomasoMoro; ma questo nome d'utopia che per la prima volta annunziato rimarràper indicar.eogni teoria trascendente i beni promessi dai governi senza abbandonare la terra, vi. apprende, o signori, che siamo in presenza dell' uno dei più solenniconcettidello spirito umano. Se io volessiesporvi il regime dell'utopia, e dirvi in qual modo si riuniscono le assemblee delle sue cinquantaquattrocittà immaginarle,quali sonogli usi, ì costumi, le leggi, le vestt de'.suoi abitanti, in qual modo si danno ·essi ali' industria, ali' agricoltura, al commercio,o come si premunisconocontro i vizj delle nostre civiltà, io non farei che darvi la vana descrizioned'un lavoroletterario,nel quale, comein tanti altri lavorimenonotevoli,si richiamanole idee dellaRepubblicadi Platone.Esaminatepoi in dettaglio ]e istituzionidell'utopia, sono comequelledelle altre repubblicheideali,e già troppevoltevi ho dettoquanto -insignificantesia la forma esteriored'ogni governo,e quanto inani siano per sè stessi i congegni politici. Ma trasportatevinei primi : anni del XVI secolo, nella vecchiaInghilterradei Tudor, sotto quella regia fiera di ArrigoVIIIsul punto di mutare d.i religione per mutare di mogli,immaginateviun uomo col genio di TomasoBecket, col sentimentodi affrontar.e il medesimodestino, col dovere di difendere la causa dell'umanità oltraggiata dalle leggi inglesi, notate le numerose ingiustizie eh' egli deve combattere, e allora vedrete quanto elegante, rapido e potente sia il pensiero di questo cittadino delr Inghilterra, che diventa subitamentecittadino del mondo. Con un fare di mezzotra la famigliaritàe la pro-

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