Questopassovi mostrerà,o signori, per qual ragione FurioCeriolsia stato tradottoin tutte le lingue a cominciare dall'italiana che gli diede ospitalità comea cosa sua. 1\ilaun'idea assennata in 1nezzoa molte considerazioniassai vaghe,mescolatead inezie sulla età, la statura e le membradelConsigliere,enunziate in pochepagine, le quali sono frammentodi un trattato promesso con molla albagia e non mai pubblicato, non costituiscononè una letteratura,nè una scuola, nè un sistema. Quanto alla Francia, benchè potentissin1a sotto Francesco I e poi sconvolta da rivoluzioni che dovevano insegnarle gli amari precetti della politica, per cercare i suoi scritti sulla nostra scienza dobbiamo frugare ora tra i libri ascetici di Clictovis e di Espence, ora tra i libri di rettorica di Talé, ora tra i lavori d'innocentissimi eruditi come Budè, ora tra le pubblicazioni eccentriche di Guglieln10Postel che proclamava l'incarnazione di Dio in non so qual veneziana nuova Eva redentrice della più bella metà del genere umano. E non rinveniamo se non elogi del re, esagerazioni monarchiche, stolti abbominj contro l'eresia o tutt' al più candide ripetizioni dei pii1 ovvi precetti di morale e di religione.Posso io parlarvi dellostessoBudè, che visitandol'Italia non vi acquistaalcun' idea capacedi dominarela sua opaca erudizione?Eglicrede indispensabiliil grecoed il latino al principe che vogliaben governaregli Stati suoi. Nlarcovvillenemicodella discordia che scuote il regno, Jean Michel che paragona di continuo la politica all' anatomia, Perrière di Tolosa che espone i suoi ordigni o, come dice Engins, politici e morali, Francois de S. Thomas, che esentua generosamente i principi dall'influsso degli altri, Le Roy che stampa
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