- 346 - Per compiere, o signori, le nostre verificazioni di quest'oggi, io devo procedere al confronto tra i politici italiani e gli esteri, e rendervi ragione dell'asserzione prodotta fino dalla prima lezione, cioè che spettava all'Italia l' onore · di avere inaugurata e svolta una tradizione politica sconosciuta..altrove. Difatti,mentre i nostri politici comincianonel 1230, mentre dall' apparire del candido OculosPastoralis fino -al 1500 gli scrittori si succedono sempre più ingegnosie rivelatori, mentre la scienza passa sempre ingrandendosi da S. To1nasoa Dante, da Dante al Petrarca, e all'erudita sua scuola che porta ]e prime armi contro l'autorità del cristianesimo, e che lo esaustora mostrando l' autorità della religione incerta fra Numa e Davide, quali scrittori corrispondono fuori d'Italia a tanto agitarsi di pensieri e di ribellioni? Non un solo scrittore.La Spagna, la Francia, la Germania, l'Inghilterra non danno un politico che possa stendere la mano al più umile dei nostri colla pretesa di camminare da pari nella via della scienza. Se qualche scritto straniero tocca alla politica, esso è romanzo, o leggenda, o poesia, o trattato su questioni, su diritti particolari, od opera legale, inseparabile dalle instituzioni, dagli affari, dagli interessi di un dato popolo, in un dato momento, e se noi dovessimo tener conto di simili scritti, allora sarebbe nostro obbligo di riporre anche Omero fra i politici, perchè proclama nella Iliade essere il miglioredei governi, quello di un sol uomo. Ma la scienza che procede con concetti generali, l' idea che si stacca da una nazione da una situa- ' zione per universalizzarsi, il precetto forse suggerito da un caso speciale ma subitamente esteso a tutti i
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