Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

'3 'l I • - f Ù' - ... . ' Francia dove i due concetti di rivoluzione e di repubblica sono sinonimi. Noi propendiamoquindi ad opporre-l'idea della libertà al pontefice,all'imperatore, all'organizzazione degli antichi Stati italiani e volontieri associamo questa libertà contro gli antichi capi della penisola colle rivoluzioni di Parigi, contro gli antichi capi della Francia. Ma queste nozioni mal rispondono all'_anticosistema italiano, il quale for-. mava una vera repubblica appunto perchè sottoposto al pontefice di Roma ed all'imperatoredi Germania. L'Italia era libera a causa del ponteficeche la Chiesa disarmava, che c9nsideravasi come semplicepreside, che viveva quasi nomade nel centro dell'Italia e che regnava su città le quali fino agli ultimi tempi erano quasi repubbliche. L'Italia era libera a causa dell'im-. peratore sempre assente per prinGipio, federale per nazione, nomade per. necessità, e conservatore della legge che voleva quasi indipendente e inviolatoogni Stato, ogni Comune. L'Italia era libera perchè il papa e l'imperatore stavano dualizzati, cioè opposti l'uno all'altro ed interessati ad alleggerire ed alternare a spese l'uno de11a' ltro il peso della loro grandezza, mentre l' unità francese sopprimeva ogni franchigia col moto uniformementeaccelerato della sua centralizzazio·ne.L'Italia era libera a causa della natura elettiva de' suoi due presidi di continuo rinnovati · l'uno dal conclave di Roma, l'altro dagli elettori di Germania. Da ultimo l'Italia era libera a causa del patto o dell'unione de' suoi due capi associati fino dai tempi di Carlo Magnoe di Leone III, nell'intento di schiacciar~ il despotismo longobardo e di rendere per sempre impossibile il dominio di un re. Per tal guisa la nazione fioriva colle sue città dotate del 3 ..

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