Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 34J~ - 1'impresa del conte di Noceto cortigiano del duca Sforzadi l\1ilano, il quale n1ancandodomestici,per mostrare ai l\'.Iedicil'effettoprodottoda un purgante preso dal suo signore,mostròegli stesso il vaso che rendeva incerti tutti gli astanti, ed assunse così lietamente la carica che in Francia avrebbe spettato al porte-coton. E giacchè questa parola di porte..coton mi è sfuggita, vedete la differenza tra la libertà italiana e la monarchia francese. Qui abbiamo dovuto frugare i più vili scartafacci della decadenza, ed uno scrittore apertamente egoista, per trovar traccia di un servilismo che in Francia faceva del pii1 sozzo dei mestieri, un· alta carica venduta, comprata, esercitata dai primi nobili del regno, orgogliosi di mostrarsi addetti al cesso del loro sovrano. Nè crediate falsato ad.esso il confrontofra le due nazioni, 'perchè (e la finirò una volta per sempre con questo schifoso soggetto) i nostri padri viddero sotto il primo Napoleone tutte le signore francesi vestite in colore di cacadauphin per attestare a tutta possa la gioja loro al vedere che il loro signore aveva un erede. Abbastanza io vi parlai, o signore, dell'arte di far la corte, nè voi certo vorrete che vi esponga Cinzio Giraldi o gli scrittori sulla nobiltà, dove voi potrete trovare sotto nuova forma la ripetizione dei precetti dati da Castiglioni,da Nifo,da Commendone o da Grirnaldi.Già vi è noto che il cortigianodeve comporsi il viso guardando il · suo sovrano, tranguggiare lietamente ogni• rabuffo, mostrarsi inalterabilmente volonteroso, giocondo, umile con dolcissima ipocrisiae, se occorre,mangiare il propriofiglio, dichiarando, comeArpalo,essergli questo pasto sommamente gustoso, poichè gli è servito per ordine

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==