Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 3-i2 - far ridere e sulle più celebri baje degli antichi e dei n1oderni.Ben s' intende che Nifo ha troppo ingegno per aver parlato del cortigiano, senza parlare della cortigiania,e qui poi diventa serio, perchè l' amore chiede adorazioni,e colle religioni non scherza. Il cardinaleCommendone,celebre diplo1naticodella corte di Pio IV e noto per i suoi negoziati presso i protestanti lasciò pure un trattato sulla corte di Roma e sul modo di farvi fortuna. Ben si vede dalle sue prime righe che dissimile dal Castiglioni non si perde in vani inchini o in fatue co1nparsee che n1ira assai più seriamente del Nifo all'interesse del suo allievo di corte. Egli incominciadal definirgli la corte che dice « una compagnia d' uomini che ser- » vono ad uno o più signori con ·intenzione di ac- » crescere. >> E come si accresce la forttina? In più n1odi tutti interessati e poco degni e poco onesti al punto che se si può pure progredire con un esemplare bontà di vita nota il Commendoneche grandi difficoltà vi si oppongono perchè « ha bisogno di » una gran fermezza e di un perpetuo tenore, con » obbligo di sostenere in ogni tempo ed in ogni >> azione una persona stessa, intanto che se l'uomo ,, non è veramente buono ella è un'infelicissima fa- >> tica sopratutto facendo tante cose e di tante altre » astenendosi contro il proprio appetito e il fingere >> lungamenteè impossibile. » Rimane sempre l' adulazione anche per Commendone,il principio primo della cortigiania, e se non è inventore non si può disconoscere che sia esatto nell'espressione quando vi dice tre essere le adulazioni per reprehensionem: « la prima riprendendo colpe sì leggieri che altri » non se ne offenda quando ben fossero vere, e

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