,, - 341 - avere plagiato Macchiavelli, si riscatta ingegnosamente di questo suo fallo ritoccando il soggetto di Castigliani per aggiungervi il grano di sale dell'egoismo. L' intima sua persuasione che_ l'adulazione deve essere l'anima, il genio del cortigiano, gli fa dettare i più attici precetti sull'arte di lusingare il signore, onde ,renderlo pieghevole ad ogni nostro desiderio, e impariamo che in primo luogo havvi l'adulazione per imitazione, per cui Clisofo zoppicava come il re Filippo, Vandone imitava le smorfie di Ferdjnando di Napoli, e Corisofo rideva come Dionigi; poi con un secondo genere di adulazione il cortigia.no alletta il principe dandosi per vinto con false sconfitte, come perdendo al giuoco o lasciandosi superare alla corsa, inganno per il quale Crissone.piaceva al re Alessandro. Avvi altresì un terzo genere di lusinghe creato dalla falsa libertà di favellare di cui dava il sublime esempio il senatore che duran1ente rimproverava Tiberio di troppo favorire la repubblica. Non trascura poi Nifo di darci spiegazioni e sull'adulazione che si serve di una gioconda piacevolezza, e sull'altra più solida che si svolge con illimitate compiacenze. E da vero filosofo . napoletano cioè dotato di quello spirito poetico che s'interna allegramente negli,scherzi della vita sociale egli mescola sì bene l'esattezza scientifica alla festevole ironia del dire, che non si sa più se parli da burla o sul serio, e lo si segue con voluttà quan·do mostra i vantaggi del sorriso, del buon umore, e della ·gioja, sicchè finisce il suo trattato con una lunga dis~ussione sul ridere , sulla sua origine, sulla sua qualità, sui diversi suoi effetti, in modo che il libro suo diventa un trattato sull'arte d.i
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