Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 339 - ·del principe si occupano del cortigiano o de1la cortigiania,quest'arte sorellaminore dell'arte di regnare. Nasce la cortìgiania dopo compita la crisi dei condottieri, dopo esaurita la gran liquidazionegeografica degli Stati, quando cessato il ~ntinuo combattere e calmata la febbre delle cospirazioni trovansi gli uomini più destri e più ingegnosi riuniti intorno al principe ed interessati a distinguersicolle.eleganti astuzie dell'etichetta e del servilismo.Allora l' in- -fluenzadel Petrarca chiede ovunque modi gentili, e gli scrittori ~elineano il tipo del cortigiano compitamente cavalleresco,disinteressatoe devotoal suo .sovranocome il principe veniva alla volta sua dipinto compendiandovi tutte le virtù cristiane e pagane. Il primo autore del Cortigiano, Castigliani,che scrive verso il 1515 non dà neppure un'intenzione politica al suo celebre libro, ma lo presenta quasi un'opera di cavalleria, dove s'impara a far la corte, a parlar con proposito, con decenza, a giungere ad .assentarsi in tempo, a mantenere il proprio grado, la propria dignità, a non mai esporsi alle mille catastrofi possibili nel labirinto dell'etichetta. Il trattato rassomiglia ad un piccolo romanzo o piuttosto ad una Corte d'amore, e consiste in una lunga conversazione in quattro libri o sedute, dove si vedono il duca d'Urbino, la duchessa, i cavalieri, le donne nelle più graziose attitudini, ed il loro parlare sembra un i~canto. Qui adunque il cortigiano non è ·più l' affannato servitore di cui mezzo secolo prima Enea Silvio Piccolominicompiangevala sorte, non è più il partecipe impopolaredel governo, l'uomo odiato dalla plebe, il curialis a cui il serviziotoglieva il sonno, il riposo, i piaceri, l'uomo aulico esposto

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