Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

• - 337 - qualche volta ai principi, riesce compromettentee discaro quando è sostenutoad alta vocee s'intende come lo stesso Bruccioli in-un trattato DelGovernodell'otti'moPrincipe dedicatoal ducaCoshnodeploridi esser cadutoin disgraziadel suo sovrano,eglichepur desiderava di dedicarglialtri numerosiparti dell'ingegnosuo. Aggiungian10a questi cinque firentini, due altri anteriori, di cui disdegnai di parlare nell'epoca precedente dal 1494 al .1530, onde 'il segretario della Repubblica firentina non fosse degradato dal contatto di uomini troppo inferiori. Il primo di essi è Leone Battista··Alberti,autore di un misero trattato De Principe, insignificantemiscuglio di allegoriemitologichee di insipidemoralità; ma sì varia è la sorte dei libri o sì stravagante il favoredel pubblicoche l'Al:. berti avevagli onori della stampa a Roma nel 1520 e quelli di una lraduzionenel 1568, mentre tarda era la stan1padel lVIacchiavelli, e piuttostosottintesacheesplicita la sua influenza.~' altro scrittore Gualandi pubblica un dialogo De optimoPrincipe dedicatoa Francesco II Sforza.Era egli protettoda Cosimode'Medici e forse lo n1eritavanole sue traduzioni italiane di Filostrato,e di4.\lessandroTianeo,ma nuJladi rìmarchevole nella sua elegante latinità, se non che,un passo in cui deploral'inferociredelleguerremoderne,non avvedendosi che la guerra sarà eterna, e che se miti diventano i costumi 1 ed eque le leggi, il combattimentorimane semprelo stesso,e chi chiede Jamortedel nen1icotra i ·popolicivililachiederàsemprecollapotenzadellaciviltà. Tanto nel circolodella Toscanadove la mediocrità della sèuola_monarchica e legittimista rimane, io credosufficientementedimostrata.Fuori dellaToscana appena contiamo noi due scrittori, il Natta di Asti -

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