Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 32 - Il primo discorso che gli suggerisce concerne appunto il caso della civile discordia che incrudelisce tra i cittadini, e gli ultimi discorsi, gli sono sussurrati all'orecchio per i quattro casi distinti in cui desideri la guerra, non la desideri, ·1a rifiuti, o ne tema i pericoli. Gli altri consigli tendono a fondare un piccolo regno al seguito della nomade signoria del p9destà. Ma perchè questa prima sapienza prende essa l'odiato aspetto del dispotismo? Quale attrattiva funesta spingeva l'anonin10 ad idealizzare la rustica ditattura d'un funzionario temuto e stipendiato dai cittadini? Non sarebbe forse il caso che ci fa cadere nelle mani un primo scritto ditattoriale? Non sarebbe forse un errore, un travian1ento la predilezione del primo scrittore politico, per la signoria? , Non ci sono errori, o signori, non casi nella politica; ognuno opera come vuole e deve coll'infallibilità dell'interesse, e lungi dall'essere un accidente letterario l' OculusPastoralis è ditattoriale, e, se occorre, tirannico, perchè la ditattura o la tirannia sarà ora mai la formolagenerale delle rivoluzioni italiane. Difatto ogni rivoluzione italiana sorge di continuo contro la legge ponteficia e imperiale, cerca di scuoterla, di attenuarla, di annientarla, si riduce ad una vera lotta contro la libertà rappresentata dai due primi capi della cristianità. In oggi sì mutati sono le circostanze, sì corrotti gli antichi ordini della nostra civiltà, sì sconvolti i nostri concetti sul nostro proprio passato, che dimentichi di noi stessi credendo monarchico l'antico dominio del ponteficee austriaco o spagnuolo quello dell' imperatore, ci giudichiamo quasi sempre applicando a controsenso le idee della , \ I

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==