Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 334 - non è caposcuola; non ha neppur l'onore di corrompere i suoi contemporaneie trovasi egli stesso tra gli scrittorivo]garitravoltinella correntedel cattivogusto. Gli altri non meritano alcuna menzione. La Toscana che abbiamo vista sì feconda e che quasi sola possedeva il privilegio d'interpretare la nazione, e con Tolomeo e con Dante e con Petrarca, e con Macchiavellie con Guicciardini produce senza dubbio alcuni panegiristi del principato ~iediceo,ma io ve ne ricordo i nomi per ciò solo, o signori, che vi ho promesso una lezione di pena e di verificazione., E sono: Rosello, scrittore mediocre che pubblica il ritratto del vero governo del Principe tolto dall'esempio vivo del gran Cosimo ~1edici. -=- Ceccherelli, spirito corrottissimo e piccolissimo che discende a proporre per modello le azioni o sentenze del tiran- , nello AlessandroMedici, considerandocomealtissime gesta l'obbligare un cortigianoa pagare i suoi debiti, o un ladro a restituire il mal tolto a un Bergamasco. ~ MiglioreCresci dedica uno scritto Sui doveri del Principe al Duca Cosimo, dichiarando che lo fa per fuggire l'ozio, non essendo d'altronde dato allo studio. Il suo scritto giace nella Malabecchiana di Firenze, dove sta sotto il N. XXX, 1.47 e dove merita di rimanere eternamenteinedito. ~ Figliarchi, pieno di inquietudine per l'invasione del Turco, senza però riprodurre nè l'anima, nè il grido sincero del1' antico cardinale Bessarione pubblica pure un trattato Della frequente e benigna audientia che debbe darsi dai principi, dove altro non incontrai che ottime osservazioni d' anticamera. - Più singolare BattistaGuariniparla della politicalibertà per farcimaledire le repubblichea profitto dei Medici,e secondo ..

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