I - 332 - Eroico, dice egli, deve essere ogni regnante percbè naturalmentededito al bene pubblicocontro il proprio interesse, eroici adunque erano e Teseo e Romolo fondatori di Nazioni, eroici gli Sforza, i Medi(;i,gli Estensi perchè creavano nuovi Stati in ·mezzoall'Italia, e siccome ogni Stato non si conserva se non colla virtù stessa che lo ha fondato, eroico è ogni principe rispettatodai popoli e accettato dalla patria. Queste sono le idee o ahneno le tendenzedi Pigna che proclama pure eroica la gran città di Roma avendo essa regnato prhna colle leggi sotto la repubblica,·poi colle ar1ni sotto i Cesari, e da ultimo colla religionesotto i pontefici. Uno stile facilissilno e una ricchezza d' immagini spesso brillanti ci fa scorrere di capitolo in capitolo, ed una parola colorata aggiunge il vezzodella originalitàa questoscritto pubblicato nel 1561. - Ma se lo esaminiamo a fondo, qual' è la pagina sua che resista alla più debole critica? Qual rapporto tra il Petrarca cui tutti i suoi contemporanei cedevano volendo essere antichi, e l'apologista di Emmanuele Filiberto, cui tutti resistono, volendoessere moderni? Questa volta lo sforzo è inane, cadiamo in un classicismo di secondamano, opera di un candore fittizioche favorisceodiosissimiequivoci, che propaga il servilismo sotto pretesto di platonismo; e non le idee guidano l'autore, ma una vuota retorica pronta ad assecondareogni soffi.oche, spira. Siamo nella confusione completa dei principj, e che il nome di En1manueleFiliberto da me richiamato a disegno non serva a smarrirvi; allorchè un nome della Casa di Savoja potrà servirvi di guida, non mancherò io di avvertirvi, intanto il Pigna e la Cas~ l
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