- 324 - per sottoporlo alle sfere; o parlando con un falso orrore dei regicidi per esaltarne l'eroismo con più agevole ipocrisia.Qui enumera i più celebri regicidi 1 espone le difficoltà dell' impresa, quella della fuga, nota l' ardire felice di alcuni pochissimi, la sinistra gloria degli altri, e, senza saperlo, il lettore stordito, ammira le misteriose lotte nelle quali un uomo vale quanto una nazione inorridita e delirante. Il filosofo lombardo è poi talmente persuaso che chi regna sarà sempre falso, impostore, crudele, condannato a decretare stragi, deportazioni, subitanee calamità, che egli abbatte perfino le statue degli uomini grandi, dicendoli flagelli delle loro patrie, e veri disastri per i loro concittadini. Non è forse Epami- . nonda che strascina i Tebani a provocare la Macedonia? Non si rifugia forse Ten1istoc1efra i nemici della Grecia? E che fruttò ad Atene l'aver prodotto Alcibiade? a Sparta l'aver data la vita a Lisandro? a Roma l' aver creato Cicerone? Voi credete forse che Cardano impazzisce quando scrive l'opuscolo: EncomiumNeronis. Ma quest' apparente. capriccio non è che il contracolpo del medesimo pensiero contro gli uomini grandi. Se la moltitudine si inchina a torto dinanzi agli eroi, conviene che essa maledica a torto i suoi persecutori, e qui Nerone esaltato colla libertà d.ella cicalata italiana, diventa sinceramente più umano di Silla, meno devastatore di Tito, protettore della plebe ch'egli favorisce in ogni modo, e che lo vuol redivivo dopo la sua morte, e da ultimo egli è il fondatore di una nuova Roma,perchè a lui deve la capitale del mondo di esser rifatta. Cardano è talmente persuaso della follia dei mortali, che felicita la natùra di averci l
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