Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 322 - » il Moro che chiamò i Francesi, e fu successiva- » mente' Giulio II che stabilì la penisola sotto il do- )) minio spagnuolo.,))Ma l'osservazione la più stranamente profonda del nostro autore, si è che la santa sede deve la sua restaurazione, la sua gloria, la sua grandezza e la sacra influenza che esercita sul mondo facendoprosperare la religione e la virtù, alla famiglia dei Borgia, che le restituì tutti gli Stati confiscati dai signori. Il filosofo Cardano, di patria milanese, sopraggiunge nel 1570 per estendere la Scuola dei Solitari 'trasportando le idee de' suoi pre~ecessori, ed anzi MacchiaveUistesso nel nuovo campo delle rivoluzioni cattoliche e protestanti. Non eh' egli pensi a ·fondare repubbliche o monarchie, non che si preoccupi specialmente di Lutero o di Calvino,o che s'interessi ad alcun moto di principj; un profondodisde- .gno per ogni credenza politica trapela da 'ogni suo detto, e tanto disprezza i principi e i popoli del1' Italia che ben si vede aver egli rinunziato ad ogni idea di riscatto. Ma della religione filosoficadi Mac- 'chiavellLedi Guicciardini,ad essi superiore nel maneggio delle nozioni scientifiche, quando tratta incì- . dentementenei suoi libri Della Sapienza o nei suoi Trattati di medicina e di morale, della sorte- dei popoli, e dell'arte di condurli, l'occhio suo abbraccia un orizzonte sconosciutoai suoi predecessori, la sua parola ha un accento che manca agli altri scrittori, e non so qual tinta di misantropia gli dà un ardire inusitato,cui si perdonano volontieril'errore e il paradosso. D' indi l'effetto nuovo e inaspettato che, producono nella sua bocca-tutti i consigli già dati dal Maèchiavelli: il dissimulare, il fingere, iJ sorprendere,

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