Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

• - 316 - titolo di superiore da noi dato allo scrittore di cui parlian10consiste nella maestria con ,cui traccia la psicologiadelle passioni politiche e nel modo con cui sa rischiararla intracciandovi degli esempj sì ampj, sì vivi, sì pittorescamente tratteggiati che vi pare di seguire coll' occhio gli stessi personaggi dell'era di Leon X, alla quale s'avvicina. Nè crediate, o signori, che sia facHcosa l'esporre esempi a dimostrazione di un precetto politico. Essendo complicata la vita dell'uomo, se voi citate un fatto isolato, se lo staccate dalle circostanze che lo circondano, se ne fate un ente solitario perchè stia sotto il dominio della legge generale, senza contare che non trovasi proporzione tra una generalità illimitata e un fatto speciale, la possibilità di opporgli altri fatti· ernerge troppo evidente per non scuotere la 'vostra convinzione. Che se al contrario voi seguite lo sviluppo dell'esempio associandolo con tutti ì fatti concon1i1 anti, sfugge la vostra prova al don1iniodella legge che volete dimostrare, ed è per così dire portata via dal corso degli eventi. L' A.nonilno superiore possiede l'arte di seguire il corso della passione, di indicarne le leggi generali e discende dalla generalità, impossessandosi dei fatti che segue in tutte le loro conseguenze, e su di cui fa riverberare _una luce che li n1antiene di continuo sotto il don1inio esclusivodelle idee. In ciò consiste io credo la forza dello stile politico e la sapiente gravità del1aparola. Per darvi un esernpio vi riprodurrò quanto dice dell'avarizia. Già è noto con1eessa gia la passione antipolitica per ecce]lenza, come metta in contraddizione l' avidità personale col pubblico bene, come sia da preferirle la prodigalità da cui più facil-

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