- 315 - dovevaalla sua diffidenza per le mene dei Veneti e dei Firentini, l' azione rapida per cui s'impadroniva del ducato di Milano, ma che al contrario Uguccione _ della Faggioladiffidandodi CastruccioCastracane; di Lucca e di Pisa perdeva l' intiero suo dominio. - Istessamente si chiede l'autore nel discorso secondo quanto possa lo sdegno, e quivi pure gli esempj pii1 celebri si scindono per suggerire due consigli opposti. Torna utile lo sdegno ad Andrea Doria che, maltrattato dai Francesi, si volta subitamentee libera Genova coll'alleanz~ Spagnuola; ma Corso Donati, che ascolta la sua ·collera, sdegnatosi prima coi nobili suoi pari, sastiene la plebe ; sdegnatosi poi colla plebe, vuole afforzarsi con un matrimonioche gli dà l'alleanza del tiranno di Pisa, ed offesicosì i due partiti oppostiviene in un medesimogiornoaccusato, condannato e spento dai nobili e dai cittadini. In verità l'Anonimo si ferma a mezza via e lascia incollo il vasto campo delle antitesi, ora copiando Macchiavelli eh' egli mai non cita, ora approssimandosi a Guicciardini eh' egli chiama il primo consigliere del te~po. Per progredire nella via delle antitesi, noi dovremmopiuttosto impadronirsi de' suoi dettami sulla crudeltà, sull' avarizia, sull'utilità dei partiti rapidi, pericolosie difficili,sui danni dell'ostinaz.ione che in su~ sentenza non offre sempre i vantaggi della fede, e vedremmo agevolmentealternarsi nell'onda deg1iavvenimenti Ja necessità di seguire venti contrarj; ma questo sarebbe lavoronostro, / l' Anonimo non ci servirebbe che di norma o di , esordio, e quindi rimane ancora vuotoquesto campo della scienza. . Un altro merito però che anch'esso giustifica il
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