Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

~ .... - 308 - congetture che la vita degli Stati è lunga, che tardi sono i loro.moti, che avvenimenti imminenti possono giungere ·trent' anni dopo la vostra morte,. che voi potete essere vittima di un indugio anche q1;1ando il vostro pensiero trionfa (1). Un consiglio poi da ~ lui più volte ripetuto e degno di essere dagli altri distinto sì è quello di -leggere Tacito che insegna ai tiranni l'arte del regnare, ma ai loro sudditi quella di vivere (2). Altro potrei soggiungere, ma i precetti dell'antico luogotenente della Chiesa sono tali che non si possono intendere, se non dopo tranquilla riflessione e in modo personale, e secondo le sue stesse parole devono essere letti nel libro della discrezione.Non pensate mai ad applicarli ma leggeteli sempre quando osservate i ne1nici vostri. # Finirò, o signori, col parlarvi de' suoi diversi scritti politici relativamente alla Repubblica di Firenze e del suo con1mentariosui Discorsi di l\1acchiavelli, intorno alle .Dcche di Tito Livio. I suoi scritti politici vi con1penetranoper l' eccessiva loro ragionevolezza, vi trasportano nell' atn10sfera firentina,· e voi toccate colle n1ani i partiti, g1i uomini, le cose, la tirannia dei l\ledici, l' incapacità dei repubblicani e quella serie di decadenze che costituì l'ultimo intervallo libero della Toscana. Quando parla il decapitato Bernardo, nel Dialogo dove Guicciardini lo evoca, quanta forza nella critica! come è impossibile di vincere quest'autorevole pro& tettore dei Medici! I suoi avversarj non sanno sormontare alcuna delle sue obbiezioni, ogni loro pii.1 (1) N. 71. (2) N. 15, ·18, f~. /

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