Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

.... - 303 - il vantaggio di svelare dall'altezza della teoria tutta la catastrofe, di mostrarne la profondità, di svellere tutti i dubbj che rimanessero sulla possibilità di ri-- pararla subito, di pronunziare verso il 1535 l' identico giudizio che noi pronunciamo adesso sul gran trentennio delle invasioni francese e spagnuolà, e di salvare così ~pienae intera la scienza capac~ di giudicare e di rifare tutte le rivoluzioni e tutte le catastrofi. Meglio sapevano dire ai credenti i suoi. nemici comelo avevanovinto, meglio lodavanoGiulioIl, _ I~eoneX e ClementeVII, meglio intendevano la vasta tradizione del diritto imperiale non mai soppressa; ma superiore ai vinci.tori,perchè alla volta sua meglio conosceva le condizioni degli Stati, la natura del1' uomo, le illusioni eterne delle menti, gli invincibili errori della ragione conservavaegli il diritto di parlare agli uomini di tutti i tempi e di tutte le nazioni. Che Giovio benedica i pontefici, che Tarcagnotta, che cento scrittori celebrino l' avvenimento di CarloQuinto comeuna liberazione, che cento cronisti mostrino la loro città nativa riscattata al rinrio• varsi dell'incoronazione imperiale, noi che continuiamo il risorgimento o colla filosofia,o colla po- , litica, o colla scienza, noi ci atteniamo alle parole di Guicciardini, e crediamocon lui sospese nel 1530 le settemila rivoluzioni d'Italia, ma non periture le leggi che possono svolgere i germi in tutti i clin1ì della terra. Ciò posto s'intenderà il senso dei suoi Ricordi politici pubblicati primamenteal numero di circa 170 e poscia leggiermente aumentati senza oltrepassare il piccolo spaziodi una ventina di pagine, e solo da un lustro portatì al loro nun1erodefinitivodi 403 nella 20 ..

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==