- 302 - secolo, il nostro Vangeloa cui si possono aggiungere innumerevoli note e rettificazioni, a patto però di non cancellarne una linea. D'onde adunque questo mistero? D'onde questa contradizione che ci fa ammirare un' opera da noi stessi censurata? Da ciò che Guicciardiniera l'uomo più libero del suo tempo, e per conseguenza egli rimane libero fra i posteri e ci obbliga prendere dalla sua mano la face del progresso. Dai principj non traggono forse gli uomini ogni loro forza?L'erede del risorgimento agonizzante, l'uomo non pontificio nè imperiale, nè guelfo,nè ghibellino, nè spagnuolo, poteva essere cieco per le ondeggianti meraviglie degli errori contemporanei, e non vedere tutti i procligj delle masse che lo circondavano, ma avendo egli traversato senza smanie il lal:Hrintodei fatti contemporanei,avendoli giustamente apprezzati nella loro entità n1ateriale,ed essendo rimasto fedele alla sua insurrezione ed alla sua ragione egli si presenta dinanzi a noi malgrado la sconfittadel risorgimento, come l'uomo che ne attende la riparazione; la sua causa non è perduta, il suo principio non puòmorire. In altri termini egli continua quel risorgimento che metteva ad un istesso livello Davide e Numa, quella scienza ora1nai edotta di tutte le differenze del bene e del male, quell'insegnamento superiore non solo ai popoli ed alle plebi, ma ai papi, agli imperatori, ai capitani, ai profeti che non degna sempre di accettarecomediscepoli, e, siccomegiunto dopo Macchiavelli, il luogotenente della Chiesa non può illudersi e credere meramentepolitica l' idea sua, nè gli è concessodi abbassare l'ingegno suo ad una lotta materiale di cui intende l'impossibilità; egli ha
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