Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

1niseri cronisti n1eglio esponevano; non per l' intuizione politica sull'azione tradizionale dei pontefici e degl' imperatori condotti dall' irresistibile maJizia della fortuna a ristabilire l'antica Italia di Carlo Magno e della Chiesa. Non certo per tutte 11uesteragioni e ad evitare ogni equivoco ancor una volta io lo ripeto, la sua storia è un errore n1etodicoche si estende dal 1494 al 1530 e che si ostina nel sonnambulismo di Macchiavelli perfe- ~donatoin modo da resistere ad obbiezioni non prevedute, non aspettate dal Segretario~della repubblica fìrentina. Nel secolo·.dei pontefici combattenti tra la Francia e la Sp:igna, nell'era di Leone X e di ClementeVII, s1plendidamentevittoriosi in mezzo al più vasto oragano che avesse assalito il Papato, egli non vede che la gretta lega del 1484 tradita da Lodovico il l\loro, sconvolta da Carlo ·v111 e .-daLodovico XII, capovoltada Giulio II, e poi incatenata da CarloV; in 1nezzoai miracolidella civiltà non scorge uhe signori improvvidi,capitani sconfitti, cospiratiori sopraffatti, pontefici odiati; nessun uomo che egli .possa lodare , nessun atto che lo possa almanco illudere, nessuna meraviglia religiosa o sociale che gli strappi un i~volontario grido di sorpresa; in modo éhe facendo le mille volte più vili che non fossero i suoi capi, i suoi stessi amici, la stessa sua persona egli prende di continuouna tripla rivoluzione guelfacolla Francia, ghibellina collaSpagnae italiooa colla restaurazione del P_apatoe dell'Impero per una conquista imaginaria, impossibile, compita da una mano di barbari che disputavansiun' innocua preda. Eppure, a malgrado di sì ingiurioso equivoco, egli è il nostro storico, la nostra guida nel sedicesimo . . ... ,

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