Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 300 - che furon detti aurei dagli uon1ini più interessati del suo te1npo, se1nbrano non essere mai stati intesi se non sotto l'aspetto dell' interesse individuale. Anche ·ldesso la prima impressione che essi fanno si è d ruella di illuminare il nostro tornaconto, e giungono · :-;ì ingegnosi, sì insinuanti i suoi suggerimenti, pene1 rano nell'animo nostro con modi sì an1ichevolied 1ntiI11i,che leggendoli ci pare di vivere col Guicciar- ' lini divenuto nostro famigHarissimoan1ico e cono- ~:.citoredelle nostre più recondite tendenze. Chi sa? /orse egli stesso credevasi il consigliere di tutti gli <\goisti.Su questo punto io vi lascio liberissimi, o ~~ignori,di giudicare come vorrete l'amico di MacchiaYelli: siate pure morali, siate severi, accusatelo, vi- ~ aperatelo apertan1ente, non io lo difenderò. Ma questa concessione una volta e perentorian1entefatta ;1i principj, senza equivocare, senza lasciare incer- ~1 ezze rjprende la scienza i diritti suoi per intendere il fcno1nenodi Guicciardini. Il suo scetticismo rappresenta il diritto superiore ~lellamente che solitaria proclama la repubblica della :J atura contro Dio, e siccome il male nell'ordine re- • ~-~·o1ared lle cose diventa bene nell'anomalia delle rivoluzioni~egli inaugura la rivoluzione pacifica del- ]' intelligenza contro la monarchia della Spagna, contro il fato del papa, dell'imperatore e dell'Italia stessa. ..Perchè la sua Storia d'Italia si trova dessa nelle 1nani di tutti? Perchè sorpassa egli tutti gli scrittori 11elraccontare il dramma della decadenza? Non al certo a causa del colorito; non a causa dell' intelligenza isterica dei fatti; non per la fedeltà con cui ritrae i princjpj dell'epoca che altri scrittori, che •

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