- 298 - pontefice, dell'imperatore e pieno di odio contro la Spagna; come il l\ilacchiavelliegli combatte per la . la difesa del risorgimento italiano sconvolto ed atterrato dalla doppia invasione della Francia e della Spagna; silnile al Segretario della repubblica firentina egli non vede n1ai il vero nemico che lo vince, rara1nente e quasi suo malgrado parla dei guelfi che invocano i Francesi, e dei ghibellini che rinascono alleati del re cattolico, ed egli pure scan1biadi continuo la restaurazione del Papato e dell' In1pero sotto la protezione della Spagna con una conquista ima- ~dnaria fatta dai barbari senza che la nazione abbia '-- 1110 strato scintilla di virtù. Per provare che il Macchiavelli ed il Guicciardini sono come due scrittori gemelli baster,ebbedì leggere la Storia d'Italia del secondo, che sen1bra dettata dallo stesso Segretario della repubblica di Firenze, ritirato nuovamente alla campagna dopo il secondo ritorno dei Medici. Sono gli stessi giudizj, le stesse idee, gli stessi errori, i medesimi meriti e una medesima eleganza egualmente dovuta al secolo di Leone X. Pure esiste una differenza tra i due scrittori, il primo vive in mezzò al gran dramma della decadenza, il secondo scrive dopo finito il dramn1a; il primo crede di poter vincere e facilmente, di poter sfuggire al fato che pesa sulla penisola; il secondo non ammette dubbj sulla catastrofe, nessuno può ripararla, non si vincono le sfere. Per conseguenza il secondo è più esplicito, più sicuro di sè e più vasto nelle vedute sul grande trentennio delle due invasioni, più completo e più consentaneo nel giudicare, .più abile nel traversare il labirinto degli avvenimenti.
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