Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 28 - col titolo di OculusPastoralis, per la prima volta stampata cinque secolipiù tardi nel terzo dei quattro grandi volumidelle Antichitàitaliane del Muratori.- Prima di questo scritto troviamo tesi staccate, dibattimenti particolari o sul patto di Carlo Magno colla - Chiesa o sulla separazione dei due poteri, o sulle pretensioni di GregorioVII, o sui diritti dell'Impero; ma nessun libro, nessuna composizioneche a rigore possa dirsi di politica generale, cioè di teoria, sciolta dalle preoccupazionigiuridiche, e che miri risoluta~ mente alla creazione di un potere, dotato di forza plastica e direi quasi magica per reggere o trasfor-· mare le umane società. Nell'OculusPastoralis si pensa per la prima volta agli incanti dell'ambizione. , Non posso prendere tra le mani questo misero trattato pieno di lacune e non termina.to, questa pergamena rosa dai tarli, senza provare una specie di contraddizione nei miei sentimenti, che mi portano nello stesso tempo al rispetto e alla commise- . razione. Io m'inclino dinanzi alle prime pagine della politica italiana, io ]e venero nella prima manifestazione d'un'altissima vocazione. Qui cominciano, qui nascono Dante, Macchiavelli, tutti i nostri maestri, ma qui non intendiamo che un vagito, non vediamo che un neonato. Ci pare di contemplareun quadro del ~III secolo colle linee sue fanciullescamentestudiate, accuratamenterozze e bamboleggianticon senile astuzia. Il titolo stesso del libro annunzia un candore che troppo·svela la soverchia innocenza del tempo e dice: OculusPastoralispascens officia et continens radium dulcibuspomis suis, - il resto concorda col zotico latino di questa prima riga, e le sue sei parti

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