I >) sero torri o bastioni, una era la città del mondo,. >) obbediva ad un sol reggitore, Iddio, e il suo nome >) era rispettato e temuto sotto l' impulso del cuore >) e co1latacita adesione della natura. Ogni fan1iglia >) formava una repubblica; nessuna mollezza, non >) costumi effeminati, tutti erano eguali, e non es- >> sendovi nè regni, nè imperi, nè magistrature, non » conoscevasi l' ambizione che viola tutte le leggi >) divine ed umane; non eran note le sedizioni, le » guerre, le calamità che sconvolgon gli Stati, non » immaginavasi il gran latrocinio delle milizie che » dei nostri tempi si pascono di stragi sconosciute >> agli antichi, e se parlasi ancora dell'età dell'oro, » si è perchè gli uomini non sanno dimenticare )) l'epoca primitiva della loro felicità. » A che servono le leggi, continua -il cardinal Fla- » minio? a costituire la servitù che i sapienti dicono » peggiore della n1orte; ad obbligarci a vivere sotto » il cenno altrui, a fingere in noi una seconda na- » tura, a rivoltarci contro di noi stessi, a renderci » non migliori ma più astuti, e ad insegnarci non » la giustizia, ma l'arte del litigare, d' onde viene il » proverbio che il sommodiritto è somma ingiustizia, » mentre le virtù non partono dalle leggi ma dalla )) naturao » Veniamo alle forme cli governo, prosegue Fla- » minio. Quante forme! quanta varietà! quanti pro- >) getti! E nessuno di essi sfuggealla critica di Platone, » che accusa tutti i governi di essere falsi ed insen- >) sati; ed i sapienti, sdegna:ti di trovarsi mescolati >) alla corruzione generale, si ritirano nella solitu- » dine; e se vi hanno buone repubbliche, sono ~ quelle che i dotti scoprono· nel fondo dei loro· I \
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