Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

I da lontano cogli in1petidella insurrezione gern1anica; rivoltandosi contro i suoi principi la nazione poteva iniziare un moto analogo alle insurrezioni protestanti; ma l'alto interesse dell'Italia stava nel Papato, quindi nella Lega pontificia del papa coi principi e coll'Impero; la monarchia doveva prevalere colla. sua equità ecclesiastica; opporre la democrazia alla. 1 ibertà, la fratellanza al libero esame, la carità al diritto, le arti aÌla logica; che se la Chiesa, condannata a sottoporsi al protettorato Ispanico, trovavasi nel tempo istesso sforzata di proteggere la propria indipendenza, allora non la repubblica, non i repubblicani, non Contarini o Giannotti, 1naS. Carlo, S. FiHppo Neri, i grandi rappresentanti del cattolicisn10) dovevano nello stesso tempo essere i veri rappresentanti dell'opposizione italiana. -~ Perciò noi credian10che il più preclaro libro di opposizione scritto in quest'epoca sia quello che Gerolan10\Tidacren1onesepubblica sulla Dignità della Repubblica. La sua Repubblica sorpassa la penisola cd abbraccia il genere umano. Non si potrebbe indovinarlo dalle prime pagine del suo trattato. Noi ci trovia1nonei dintorni di Trento, all'epoca del Concilio, in una villeggiaturadello stesso Vida che vede giungere a lui i cardinali Pool, Corvino, Flaminio ed altri, con uno statomaggiore di prelati, seguiti da una moltitudine di preti. Congedata la folla, i principali personaggi si riuniscono in un giardino, aprono una discussione e il cardinale Flaminio prende la parola; e che dice? egli fa l' apologiadello Stato di natura, insorgendo contro la Società. Sì strana fu la sorpresa che io ebbi scorrendo questo scritto, che appena poteva credere ai n1iei

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