.. - 286 - clell'antica conquista, n1a il teologo ed il filosofo gli rispondono che ha definito non il principe ma il tiranno, che la leggeregia da lui invocata suppone __ pur sempre il regno della legge,.che Cesare viene proclamato perchè sia servo dei servi, e d'altronde il popolo che gli ha delegato l'autorità non puè) avergli trasn1essopiù poteri che non ne avesse egli stesso. La giustizia, a nome della quale impera, nou lo dispensa al certo dall'obbedire alle leggi da lui promulgate co1negiuste. Appena la teologia e la filosofia hanno vinto il giuresconsulto, sorge la nuova questione, an ad principemde moribuscurapertineat. « Sì, rispondono ancora la teologia e la filosofia, e che cosa sarebbe una città senza costun1i?che sarebbe la Chiesa stessa una volta corrotta? chi la difendePebbe contro gli antipapi e contro ]e nazioni insorte? E come risponderebbe ai padri di un Concilio ribelle adesso che, ,. disprezzando la povertà, sostituisce la rapacità e la simonia alla pietà, l' ambizione alla n1ansuetudine, il fasto alla frugalità, il lusso asiatico e Neroniano alla modestia,, la crapula ai digiuni, le armi e le speculazioni matematiche alle orazioni, la guerra, le stragi, gli assedj, gli eccidj alla carità? A buon diritto piange l'Italia miseramente oppressa dall' ar..., 1nata cospirazione di tutti i principi cristiani; le sue città sono saccheggiate,incendiate, insanguinate, e uu delirio universale agita i re della terra. D Predicano quindi il teologo ed il filosofo le virtù della prudenza, della continenza, della liberalità.,e quando sorridendo il giuresconsultorisponde che le sono baje, e che gli sembra d'intendere vane parole, nulla potendosi senza le armi e senza i denari, gli chiedono,
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