Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

ha egli fondata la nostra libertà? aveya Genovabisogno di lui per rivendicarla? non erasi altra volta ! iberata da sè? Se non che questipensieri rin1anevano ristretti alla terra genovese,e Foglietta e i suoi coetanei continuavano il soliloquio della libertà ligure senza sospettare che tramontatoera il sole del risorgimento e che il mondo 1nodernoprotestante o spagnuoloproponevaproblemi superiorialle an~ichefranchigie con1el'incognita dell'America era stata superiore al Senato del tempo di CristoforoColo1nbo.Nè più intendendo il p~~esente, con1prendeva il politico Genovese il passato,· e parla di Genova quasi fosse una repubblica greca, una, chiusa, indipendente e non lanciala nell'Oceano guelfo e ghibeilino della guerra italiana, nell'oscillazione isocrona dell' In1pero e della Chiesa e nell'impossibilità di parlare dell' aristocraziao della democraziasenza essere francese o 5pagnuola. Poichè abbiamo vista la libertà sotto la formave- ,. neta e genovese non vi sarà discaro di conoscerne la forma sotto la quale appare in Romae mancando altri scrittori io vi parlerò di Salomonio che scrisse un trattato del Principe dedicandolo a LeoneX nel1' epoca di Macchiavelli.Qui intendete il dialogo di lJUattrograndi personaggiche rappresentano il mondo e sono il giuresconsulto difensore dell' Impero, il teologo interprete della Chiesa, il filosofomandatario ùella ragione umana e lo storico memore dei tempi andati. Discutono essi pure il gran tema della repubblica chiedendosi col linguaggio romano se il · principe è superiore o inferiore alla legge? Legibus princeps solutusest, risponde il gìuresconsulto che tende a scambiare l' idea del governo con quella ,.

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